Cosa succede al Knos?

UTOPIA, LA CITT CHE NON C'
dom 01 luglio 2018 - 20:00

UTOPIA, LA CITTÀ CHE NON C'È

Saggio finale di Teatro

Domenica 1 luglio alle ore 20 presentiamo il movimento finale del laboratorio teatrale del progetto Knos orchestra senza confini a cura di Factory Compagnia Transadriatica.
Con la supervisione artistica di Tonio De Nitto e la collaborazione artistica di Filippo Bubbico per le musiche di scena, Chiara de Pascalis per il movimento e Lilian Indraccolo per i costumi.

Con
IDA BARBALINARDO, BLESSING FAITH, CLAUDIA GIANNOTTA, EMANUELE ALBERTO GUIDO, SIMONE MACI, MARIA CHIARA PROVENZANO, AMBROSE PULLEN, MOUSSA SANGARE, HASSANE TEARAP HALOU, ENRICO TORTELLI, MORI TRAORÈ, JENNIFER WASHINGTON, MIRABELLA WASHINGTON 
Con la partecipazione di Fabio Tinella

Si ringraziano Lucia Scalzi, gli operatori degli Sprar.

"Utopia la città che non c’è" è il risultato finale di un laboratorio condotto dagli operatori di Factory compagnia transadriatica nell’ambito del progetto "Knos orchestra senza confini".
Il lavoro iniziato nel mese di marzo ha visto la partecipazione di giovani under 35 sia italiani che stranieri provenienti dal progetto Sprar "Ambito Territoriale di Campi Salentina", il progetto Sprar Msna “comunità UZURI” e il progetto CAS Lecce gestiti da Arci Comitato Territoriale di Lecce, coadiuvati dalla collaborazione artistica di Chiara De Pascalis, Lilian Indraccolo e Filippo Bubbico.
Il lavoro è basato su una delle commedie più visionarie e amare di Aristofane, il geniale commediografo greco che già 2500 anni fa immaginava un mondo di migranti, di evasori, di piccoli tiranni pronti a esportare il loro modello di società sbagliato a scapito delle spinte utopiche del popolo degli uccelli e di chi si lasciava abbindolare da tante promesse.
Secoli dopo possiamo ancora dire che la libertà si sa, è sempre qualcosa da pagare a caro prezzo. Così il popolo degli Uccelli, convinto dai due umani scappati dal Paese divorato dalle tasse, a fondare una nuova città, viene imbrigliato in un sogno che forse non è il suo e ben presto il nome di Utopia attrae tra le nuvole strani personaggi, un folto numero di migranti, che vorrebbero trovar lì dimora.
Con questo gruppo di lavoro abbiamo giocato con le lingue, con i corpi e con la creatività o almeno abbiamo provato a farlo: la città degli uccelli ci dona così un incontro umano nutriente, uno sguardo più attento e disilluso verso le utopie e la capacità di sognare tenendo però sempre gli occhi ben aperti. 

Ingresso libero.

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