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IL PIANETA AZZURRO
sab 02 dicembre 2017 - 21:00

IL PIANETA AZZURRO

Cinema del Terzo Luogo

Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, 90' - Italia 1982
Introducono il film Cecilia Ermini e Franco Piavoli

Sabato 2 dicembre alle ore 21 secondo appuntamento con il Cinema del Terzo luogo presso il Cinelab Giuseppe Bertolucci. Avremo il piacere di ospitare un maestro del cinema italiano: Franco Piavoli, il "regista della natura", che dialogherà con il pubblico dopo la visione del suo primo lungometraggio "Il pianeta Azzurro" (1982). Introduce Cecilia Ermini.

Rassegna realizzata da Apulia Film Commission e finanziata dalla Regione Puglia - Assessorato Industria Turistica e Culturale, nell'ambito dell'intervento "Viva Cinema - Promuovere il Cinema e Valorizzare i Cineporti di Puglia", a valere su risorse FSC Puglia 2014-2020 - Patto per la Puglia. 

 

Il pianeta Azzurro
Il film parte da alcuni versi di Lucrezio, dal "De rerum natura", che proiettati all'inizio sullo schermo sembrano offrirci una prima chiave di lettura delle immagini che seguiranno: "Il nascere si ripete/di cosa in cosa/e la vita/a nessuno è data in proprietà/ma a tutti in uso". Si tratta dunque di un documentario attento di fenomeni e meraviglie della natura, offerto al nostro sguardo distratto di abitanti un mondo di plastica, che non sa più vedere né contemplare, e al nostro orecchio frastornato dai fragori, che non sa più ascoltare? Oppure si tratta di una "Weltanschaung" struggente e amara? Il cosmo è contemplato nel film nei suoi contrasti di tenera bellezza da una parte: lo sgelo, il fluire delle acque, la pioggia, la luce, il germogliare della vita, i colori, i fiori, le musiche raccolte e misteriose, le voci umane sommesse e senza parole, l'iridescenza dei riverberi, la dolcezza degli esseri che si cercano ... e dall'altra l'affannarsi, la fatica, l'avidità, le risse; l'aggressività dei moderni macchinari agricoli, che violentano le zolle e ingoiano i prodotti, la crudeltà della vita - animale e umana indistintamente - con la sopraffazione che sembra dominarla ... E poi le illusioni, il pianto, la solitudine dell'adolescenza e della vecchiaia il dissolversi di ogni cosa. E infine la morte, rappresentata dalle sequenze finali nella staticità del paesaggio irrigidito dal gelo e immerso nel grigio funereo della nebbia. Un arco di 24 ore? di quattro stagioni? di un'intera vita? o di secoli e millenni, con eventi, fatti, voci, gesti, passioni che si ripetono per generazioni e di cui non si coglie il perché?

Franco Piavoli
Nasce a Pozzolengo (Brescia) nel 1933. Dopo la laurea in legge, si dedica all'insegnamento del diritto e contemporaneamente coltiva l'arte della pittura e della fotografia. Negli anni sessanta gira alcuni cortometraggi: Le stagioni (1961), Domenica sera (1962), Emigranti (1963) ed Evasi (1964), tutti premiati al Festival di Montecatini. Nel 1982 realizza il suo primo lungometraggio: Il pianeta azzurro. In concorso alla 50a Mostra del Cinema di Venezia, ottiene il premio BCV per un nuovo autore e il Premio UNESCO. L'anno successivo si aggiudica un Nastro d'argento. Nel 1984 cura la regia di "Suor Angelica" di Puccini al Maggio Musicale Fiorentino. Nel 1985 dirige "La forza del destino" di Verdi e nel 1990 la "Norma" di Bellini al Teatro Grande di Brescia. Nel 1989 realizza Nostos, il ritorno, personale rivisitazione del mito di Ulisse, presentato al Festival di Locarno, al Mill Valley Film Festival di San Francisco e al Festival di Mosca. Nel 1996 Voci nel tempo vince il Premio FEDIC alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1998 al Filmtage di Gottingen ottiene il premio del pubblico. Nel 2002 realizza Al primo soffio di vento, presentato in concorso al Festival di Locarno e nel 2003 viene invitato al Sundance Film Festival. Il film vince il Premio del Pubblico al 16° Neue Heitmatfilm di Freistadt e quello per il miglior film straniero al Santa Cruz Film Festival 2004. Nel 2004 al Quirinale gli viene conferito il Premio Vittorio De Sica.  Nel 2005 partecipa al Festivaletteratura con Affettuosa presenza, tratto dall'epistolario Bellintani-Parronchi. Nel 2009 realizza L'Orto di Flora, parte del film documentario Terra Madre diretto da Ermanno Olmi. Nel 2010 gli viene conferita la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana nell'ambito del Premio Solinas. Nel 2016 il festival Cinema du Réel di Parigi gli dedica una retrospettiva integrale.

 

 

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